Gestione della fertilità del suolo mediante inerbimento e fertirrigazione in continuo. di M. Spagnuolo

Gestione della fertilità del suolo mediante inerbimento e fertirrigazione in continuo. di M. Spagnuolo

Contenere i costi di produzione e aumentare la redditività conservando elevati gli standard qualitativi, con
approcci rispettosi dell’ambiente si pongono come obiettivi prioritari nel settore della viticoltura da tavola.
Un traguardo del genere sembra essere raggiungibile solo attraverso l’individuazione di tecniche colturali
capaci di esaltare la qualità globale della produzione, senza dimenticare il peso di tali tecniche
sull’ecosistema. Una delle tecniche in fortissima evoluzione, ma al contempo ampiamente diffusa nelle
colture fuori suolo è quella della fertirrigazione in continuo con sistema a vasche. Tale tecnologia consente
di applicare soluzioni madre differenti in funzione delle diverse fasi fenologiche e delle necessità della coltura.
Generalmente tale approccio riduce notevolmente gli apporti di elementi nutritivi aumentando l’efficienza
di assorbimento e soprattutto riducendo le perdite di azoto sia nelle acque profonde che per volatilizzazione
che notoriamente determinano rispettivamente la contaminazione delle falde e contribuiscono all’aumento
di gas serra in atmosfera.
La tecnica è spesso abbinata a una diversa gestione del suolo (inerbimento). La pratica dell’inerbimento
consiste nel mantenere, sulla totalità della superficie o soltanto su una parte, in maniera permanente o
temporanea, una copertura vegetale spontanea oppure ottenuta con semina di specie erbacee quali trifoglio,
festuca, loietto ecc . Sono stati osservati molti effetti positivi della pratica dell’inerbimento in viticoltura da
tavola tra cui un maggiore stabilità della struttura del suolo e resistenza al calpestamento, riduzione delle
escursioni termiche negli strati superficiali del suolo, aumento della permeabilità e quindi di infiltrazione
dell’acqua, protezione dall’erosione idrica, sviluppo superficiale delle radici assorbenti, migliore
distribuzione degli elementi poco mobili lungo il profilo, e, soprattutto, un incremento del contenuto di
sostanza organica sia per maggiori apporti della stessa che per una riduzione della velocità di
mineralizzazione.
In particolare si osserva che la combinazione delle due tecniche (inerbimento e fertirrigazione in continuo)
influenza positivamente la qualità biologica del suolo (biomassa microbica e attività enzimatiche). Nei suoli
coltivati in maniera tradizionale in cui viene applicata la fertirrigazione in maniera discontinua evidenzia la
presenza di un più alto contenuto di nitrati nella soluzione circolante che potrebbero andare incontro a
lisciviazione (perdite di azoto e contaminazione delle acque). Molte delle caratteristiche quali-quantitative
delle uve non evidenziano differenze sostanziali. Possiamo concludere affermando che l’adozione di tecniche
innovative in viticoltura da tavola sia fondamentale per supportare il comparto a renderlo sostenibile sia dal
punto di vista ambientale, riducendo gli input in termini di consumi idrici e di unità fertilizzanti che dal punto
di vista economico, per la riduzione dei costi di produzione.

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