IL CONFRONTO TRA L’AGRICOLTURA BIOLOGICA E L’AGRICOLTURA CONVENZIONALE. Di A. FRASCARELLI

IL CONFRONTO TRA L’AGRICOLTURA BIOLOGICA E L’AGRICOLTURA CONVENZIONALE. Di A. FRASCARELLI

Il confronto della redditività dell’agricoltura biologica rispetto a quella convenzionale è sempre stato un tema di grande interesse per gli studiosi e gli operatori. Un approfondito lavoro in tale senso è stato condotto dal Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentarie Ambientali dell’Università di Perugia, utilizzando i dati della RICA (Rete di Informazione Contabile Agraria). Preso come riferimento il biennio 2016-2017, il campione della RICA in Italia vede un aumento delle aziende biologiche a discapito di quelle convenzionali (in percentuali si passa da un 15,8% ad un 18,4%).

Nel 2017 il numero delle aziende biologiche erano 1.914 mentre le aziende convenzionali sono 8.466. Passando ora ad analizzare le differenze di reddito netto, per l’anno 2017, si rileva che la redditività media è pari a 53.025 per azienda biologica €/az. e 54.766 €/az. per le aziende convenzionali. Da questo dato possiamo affermare che la disparità di redditività tra i due metodi di coltivazione non è rilevante. La Regione Puglia è in linea al dato nazionale per la redditività da agricoltura biologica (55.870 €/az.) ma di molto inferiore per il convenzionale (34.866€/az.). Rapportando i redditi netti alla SAU, è stato possibile determinare un indicatore di redditività per ettaro coltivato, che a livello nazionale nel 2017 risulta essere di 1.322 €/ha per il biologico e di 1.741 €/ha per il convenzionale. Questo dato non deve meravigliare in quanto l’agricoltura biologica è maggiormente diffusa nelle zone agricole marginali. La Regione Puglia, rispetto al dato nazionale, ha una minore differenza tra i due metodi di coltivazione; la redditività per ettaro è pari a 1.458 €/ha per il biologico e 1.410 €/ha per il convenzionale.

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