Il Meridione, leader nell’agricoltura biologica di A. Frascarelli

Il Meridione, leader nell’agricoltura biologica di A. Frascarelli

Prima dell’emergenza coronavirus, basandoci sugli ultimi dati strutturali pubblicati nel report “BIO in cifre 2019” da SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica) e riferiti al 2018, l’agricoltura biologica conferma il suo trend di crescita.

Dal 2010 al 2018 in Italia si è registrata una crescita del 76% in termini di superficie a conduzione biologica, con un incremento medio di circa 100.000 ettari annui; rispetto al 2017 si è assistito ad una crescita del 2,6 % (+ 49.000 ha) (Grafico 1).

Grafico 1-  Agricoltura biologica: superfici (ha) e numero di operatori (2010-2018)

Confrontando i dati riferiti all’intero settore agricolo italiano (ISTAT SPA 2016), l’agricoltura biologica ha un’incidenza del 15,5% sulla totalità della superficie agricola utilizzata, contro un dato del 8,7% registrato nel 2010. Una caratteristica che contraddistingue l’agricoltura biologica da quella convenzionale è la dimensione media delle aziende agricole: in Italia la dimensione media aziendale nel biologico è di 28,2 ettari contro gli 11 ettari nel convenzionale (ISTAT SPA 2016).

Considerando le diverse categorie produttive appare evidente come nel caso del biologico prevalgano colture a basso reddito e valore aggiunto. In linea con i dati riferiti all’intero settore agricolo italiano, gli orientamenti produttivi più diffusi sono i prati pascolo (540.012 ha), le colture foraggere (392.218 ha) e i cereali (326.083 ha), seguiti da olivo (239.096 ha) e vite (106.447 ha). Rispetto al 2017 si registra una diminuzione dei prati pascoli (- 8%) e un aumento più o meno marcato per agli altri indirizzi produttivi (+ 7% per i cereali, + 4% per le colture foraggere e + 1 % per olivo e vite).

Nel dettaglio, le colture maggiormente rappresentative del biologico sono olivo da olio (238.129 ha), frumento duro (132.519 ha), erba medica (113.024 ha), erbai e pascoli temporanei (116.974 ha) e vite destinata alla produzione da  vino (104.221 ha).

Mezzogiorno leader nella produzione del biologico

La distribuzione delle superfici biologiche nel territorio nazionale mostra che la maggior parte di queste siano coltivate nel mezzogiorno. Nel dettaglio, considerando gli ultimi dati strutturali pubblicati da SINAB, le Regioni più bio in termini di superfici sono la Sicilia (385.356 ha), la Puglia (263.653 ha), la Calabria (200.904 ha) e l’Emilia-Romagna (155.331 ha), che insieme costituiscono più della metà dell’intera superficie nazionale dedicata al biologico (figura 1).

Figura 1: Distribuzione per Regione delle superfici a conduzione biologica

Nel sud e centro Italia, l’incidenza delle superfici biologiche rispetto alla totalità della SAU, risulta dunque decisamente maggiore (20,1%) rispetto al dato riferito alle regioni del nord (7,7%). Considerando l’ultimo biennio, le regioni che registrano i maggiori tassi di crescita sono Campania (44%), Veneto (38%), Provincia Autonoma di Bolzano (26%) e Lombardia (19%).

Gli importatori sono al Nord

All’opposto della produzione, il numero di operatori che provvedono all’importazione di prodotti biologici è concentrato al Nord Italia. Infatti, le Regioni del sud, comprese le isole, concorrono solo per il 15% rispetto al totale. Il restante 85% degli importatori è localizzato nelle Regioni del nord e centro Italia. In particolar modo in Lombardia (86), Emilia-Romagna (79), Veneto (64) e Piemonte (62) sono operanti più del 60% del totale degli importatori italiani di prodotti biologici.

Indirizzi produttivi

Per quanto riguarda gli indirizzi produttivi prevalenti in agricoltura biologica, le Regioni del sud confermano senza dubbio il loro primato considerando la superficie destinata ad olivicoltura, cerealicoltura e agrumicoltura.

Puglia (74.047 ha), Calabria (67.726 ha) e Sicilia (39.260 ha) assorbono il 75% dell’intera superficie destinata ad olivicoltura biologica; 1/3 della totalità dei cereali biologici sono coltivati in Puglia (55.073 ha) e in Sicilia (53.578 ha) e la quasi totalità degli agrumeti biologici (92%) in Sicilia (21.768 ha) e Calabria (10.799 ha).

La vite a regime biologico risulta presente in tutto il territorio nazionale, comunque con prevalenza al Sud. Le regioni con maggiori superfici destinate a vite bio sono rispettivamente Sicilia (30.660 ha), Puglia (17.024 ha) e Toscana (15.060 ha), che insieme rappresentano quasi il 60% rispetto al totale.

Considerando le superfici destinate ad ortaggi, sul podio troviamo invece Puglia (14.462 ha), Emilia Romagna (6.796 ha) e Sicilia (6.353 ha), che contribuiscono per circa il 50% rispetto al totale. Solo in Puglia vengono coltivati circa ¼ del totale degli ortaggi biologici certificati in Italia.

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