La crescita continua dei prodotti biologici sui mercati. di F. Triggiani

La crescita continua dei prodotti biologici sui mercati. di F. Triggiani

La produzione italiana nel comparto dell’agroalimentare Bio continua ad avere numeri da leader, come mostra il prossimo “Biofach di Norimberga” la più importante rassegna internazionale del biologico, che nei prossimi giorni vedrà la partecipazione di 567 aziende espositrici italiane su un totale di 3.500 espositori totali

Ma il biologico italiano, tradizionalmente trainato dall’export, negli ultimi anni è cresciuto considerevolmente anche in casa: nel 2000 il peso della spesa Bio nella GDO rappresentava appena lo 0,7% del totale Food&Beverage; nel 2019 si è quintuplicato (oggi vale il 3,6 %), con una spesa pro capite di 52 euro (dati Nomisma 2019).

E probabilmente siamo appena all’inizio, esiste ancora un grande potenziale sul mercato interno: un mare di opportunità, con tassi di crescita del settore così sorprendenti da superare quelli degli smartphone nello steso periodo. Eppure le aziende biologiche si trovano oggi a dover affrontare nuove sfide, in un mercato molto diverso da quello di 20 anni fa.  

Proviamo a immaginare i possibili scenari futuri: i dati illustrati da Nomisma in occasione dell’ultima edizione della Fiera del Levante, a Bari, dimostrano la forte crescita non solo dei fatturati nei Supermercati ed Ipermercati ma, soprattutto, dei Discount; tradotto in estrema sintesi, cresce la competizione e si abbassano presumibilmente i margini. La crescita dei consumi Bio nei discount sta, di fatto, cambiando il mercato.

Il biologico nei Discount vale solo 162 mln di Euro, ovvero circa il 12% dei canali Iper e Super, ma la crescita del 23,7% nei primi 6 mesi del 2019 in questo comparto è un dato che fa riflettere,  soprattutto se comparato al +5.5% del totale GDO dello stesso periodo.

Altro importante elemento di riflessione riguarda la crescita della marca del distributore: protagonista nei Super, Iper e, ancor più, nei Discount, la marca del distributore è un altro fattore che sta determinando un cambiamento dei rapporti di forza tra mondo della produzione e distribuzione, con regole del gioco sempre più vicine al comparto dell’agroalimentare convenzionale. Il biologico, tuttavia, ha un’arma in più: rappresenta, per la distribuzione, ancora una grande occasione per fare margine e insieme, migliorare la fiducia dei consumatori nei confronti dell’insegna; una strategia messa in atto da Super e Iper e oggi adottata con risultati ancora più positivi dai Discount.

L’altro grande tema con il quale l’azienda Bio si sta confrontando è l’affermarsi dell’e-commerce.

Secondo una ricerca pubblicata il 13 novembre 2019 sul sito ecommercemonitor.it su dati raccolti da Netcomm in collaborazione con Tuttofood, il settore dell’e-commerce alimentare vale nel mondo complessivamente 58 miliardi di euro e vanta 1,5 miliardi di consumatori. Il mercato europeo del food online si attesta sui 14,9 miliardi di euro, generati da 167 milioni di e-shopper. Sono oltre 9 milioni gli italiani che comprano alimenti on line. Sebbene questa crescita sia trainata soprattutto dai servizi di consegna dei pasti a domicilio, è facile ipotizzare che anche per il settore Bio le vendite on line rappresentino in Italia una grande opportunità.

Anche in questo settore c’è forte dinamismo e grande competizione. Amazon ha acquistato nel 2016 la catena USA Whole Food, specializzata in prodotti biologici e naturali. L’acquisto, costato 13,7 miliardi di dollari, ha spaventato i retailers e accelerato la spinta all’ e-commerce anche alimentare non solo negli USA. La risposta di Walmart, colosso americano con oltre 500  miliardi di dollari di fatturato, non si è fatta attendere; Walmart ha abbandonato la piattaforma Google e ha acquistato il 77% di Flipkart, colosso indiano delle vendite online, per 16 miliardi di dollari. Questa mossa ha permesso al gruppo di potenziare le vendite online sfruttando la presenza capillare sul territorio e il forte know how nel mondo retail. Sbagliato pensare che tutto ciò sia lontano da noi, in questi giorni al Marca, fiera specializzata sul marchio del distributore conclusasi a Bologna lo scorso 16 gennaio, all’interno dell’area Sana Up destinata alle aziende Bio, Amazon ha lanciato un programma di promozione dei prodotti biologici finanziata da ITA per consentire alle aziende biologiche italiane visibilità e contatti sulla piattaforma online più famosa del mondo.

Il futuro è vicino: tante le minacce e, insieme, le opportunità che si possono cogliere, soprattutto se gli operatori, specialmente i più piccoli, decideranno di fare un pezzo di strada insieme.

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