L’INNOVAZIONE VARIETALE E LA CORRETTA SCELTA DI COSA IMPIANTARE E COLTIVARE. DI L. CATALANO

L’INNOVAZIONE VARIETALE E LA CORRETTA SCELTA DI COSA IMPIANTARE E COLTIVARE. DI L. CATALANO

A cura di Agrimeca Grape and Fruit Consulting srl, Turi (Bari)
Agli occhi del frutticoltore, l’innovazione varietale sembra essere la soluzione ai problemi strutturali del
comparto produttivo in perenne affanno per innumerevoli fattori che non ripagano adeguatamente i suoi
investimenti e fatiche.. A parte per le varietà gestite con la formula dei club, la scelta varietale e le quantità
da produrre dovrebbero essere il risultato di analisi sulla domanda del mercato.
Molto spesso invece esse non coincidono e finiscono per mettere in crisi i produttori. Eppure, se ben
guidati gli agricoltori hanno la possibilità di operare scelte varietali che rispettino appieno la vocazionalità
del proprio territorio.
In passato, un’azione meritoria di guida fu sostenuta dal Ministero delle politiche agricole e forestali
attraverso il progetto Liste di orientamento varietale dei fruttiferi, che è terminato però da alcuni anni.
Sarebbe opportuno che le strutture associative e le organizzazioni dei produttori allestiscano una propria
rete sperimentale per orientare gli agricoltori. In Italia ci sono già alcuni esempi che dimostrano come
questo approccio possa funzionare.
Di seguito un breve vademecum sulle tendenze del mercato e sulla disponibilità d’innovazione.
Melo, fonte costante d’innovazione
La diversificazione varietale del melo è fortemente percepita dal consumatore, per questo oltre alle varietà
tradizionali, sui mercati internazionali al momento cercano di assestarsi oltre 60 varietà club con un proprio
marchio varietale. Si cerca di migliorare le cv dal punto di vista agronomico e ambientale, rendendole più
robuste o resistenti, idonee ad essere allevate secondo protocolli IPM o Bio e più adatte ai cambiamenti
climatici. Ai nostri tempi il consumatore preferisce in media frutti a buccia rossa e polpa succosa, croccante
e dolce, e sempre più importante diventa il carattere ‘nuovo’ della polpa rossa, indice di un alto contenuto
di polifenoli. Sta aumentando anche la richiesta di nuove varietà a pezzatura ridotta, formato snack, e di
nuovi ibridi a buccia gialla a basso contenuto allergenico e ad alto valore nutraceutico.
Albicocco da aprile a settembre
Il miglioramento varietale dell’albicocco ha permesso l’ampliamento del calendario di maturazione da metà
aprile a metà settembre, e una caratterizzazione più marcata della colorazione dei frutti. Sono oggi
disponibili frutti gialli (tipo tradizionale), bicolori, completamente rossi, e il produttore può scegliere tra
varietà con fabbisogno in freddo da 300 CU (chilling unit, unità di freddo, ndr) a più di 800 CU, e con diversi
valori di resistenza a malattie, in particolar modo alla sharka. Molti breeder eseguono accurate analisi di
laboratorio per fornire indicazioni sul grado di tolleranza/resistenza al virus. Disponibili varietà di diverso
sapore diversamente apprezzate da consumatori che hanno precisa collocazione geografica.
Pesco, un paniere con infinite possibilità di scelta
Il pesco, comprendendo anche nettarine e percoche, registra oltre 120 nuove varietà/anno. I caratteri su
cui l’innovazione varietale ha lavorato maggiormente sono: fabbisogno in freddo, precocità, colorazione
rossa della buccia, frutti deantocianici, sapore subacido, contenuto zuccherino, forma piatta del frutto,
polpa stony hard, polpa rossa, tolleranza/resistenza alla sharka e ad altre malattie. Oggi in Italia sono molto
diffuse le varietà caratterizzate da fabbisogni in freddo medio-bassi (180-500 CU), il che spesso causa
fioriture precoci che aumentano il rischio di danni da freddo. È fondamentale nella progettazione del
frutteto considerare l’ambiente di coltivazione, non lasciandosi ammaliare dai risultati che rimbalzano da
altri areali. Un carattere da migliorare in futuro sarà quello della resistenza, oltre che alla sharka, anche alla
moniliosi e alla mosca della frutta. Un errore molto frequente che i frutticoltori devono evitare è quello di
lasciarsi ingannare dalla colorazione rossa intensa della buccia di pesche e albicocche, che nelle nuove

varietà compare già quando il frutto è di fatto acerbo. Un’altra novità riguarda la disponibilità di cv dalle
caratteristiche identiche o molto simili, che si distinguono molto per la differente epoca di maturazione.
Come risultato il consumatore pensa di mangiare la stessa varietà, quando in realtà ne ha cambiate tante.
Il colore del susino
Per il susino cino-giapponese, l’innovazione ha ampliato la gamma di colori della buccia, che può essere
verde, giallo, rosso e nero, e della polpa, gialla, ambra, rossa. Altri caratteri migliorativi hanno riguardato la
pezzatura dei frutti, la consistenza della polpa e la serbevolezza post raccolta. Per il susino europeo le
varietà resistenti alla Sharka non sono ancora pronte. Una novità riguarda gli ibridi interspecifici tra
albicocco e susino che in California e Cile stanno riscuotendo un discreto successo da parte dei
consumatori.
Pero, la riscoperta di frutti antichi
Il rinnovamento del pero procede a rilento e l’innovazione riguarda il sovracolore rosso della buccia più o
meno esteso. Sono state ottenute inoltre varietà tolleranti al colpo di fuoco batterico, anche grazie al
lavoro di breeding del centro di ricerca italiano del Crea-Ofa Forlì. Per il meridione, da non sottovalutare la
riscoperta di importanti pere autoctone estive – Recchia falsa, Carmosina, Favarsa, ecc., che grazie alle
moderne tecniche di condizionamento e packaging, potrebbero trovare orizzonti mercantili più ampi dei
ristretti mercati locali.
Fragola da Nord a Sud
Il miglioramento genetico della fragola ha permesso di ottenere varietà per ambienti meridionali e
settentrionali e cv unifere e rifiorenti, adatte alla coltura coperta e al pieno campo. Ad oggi vi è una vasta
disponibilità di tipologie di piante per ogni ambiente e per cicli di coltivazione che coprono ormai l’intero
anno.
Kiwi a polpa rossa
Le nuove varietà di actinidia a polpa gialla (A. chinensis), costituite da breeder italiani pubblici, e a polpa
rossa stanno conquistando sempre più i gusti dei consumatori. Un fattore limitante è dato dalla batteriosi
del kiwi (Pseudomonas syringae pv actinidiae), per la quale si cercano varietà tolleranti o resistenti.
La corretta scelta del portinnesto
Il miglioramento genetico dei portinnesti è fondamentale per la frutticoltura, infatti senza i nuovi genotipi a
bassa vigoria non sarebbe stata possibile la proposizione di sistemi di allevamento ad alta densità di ciliegio,
pesco e nettarine e mandorlo. L’innovazione tenta anche di risolvere o attenuare problemi legati a stress
abiotici (stanchezza del terreno, siccità ecc), o biotici (marciumi radicali, agrobacterium, fitoplasmi e
nematodi ecc.).
I principi basilari
Nella progettazione del frutteto bisogna tener conto delle caratteristiche varietali e del territorio, oltre a
prediligere, specialmente per albicocco, ciliegio e mandorlo, varietà autofertili. La scelta dovrà dipendere
dal mercato di riferimento e dalle operazioni post-raccolta, aspetti questi che implicano uno stretto
rapporto tra i mondi della ricerca e della sperimentazione, della produzione, del condizionamento, del
commercio e della distribuzione. Insomma, c’è la necessità di “fare sistema”, dal breeder al consumatore.
Oggi l’enorme disponibilità di varietà differenti permette di poter realizzare frutteti adatti ad ogni ambiente
e ad ogni mercato, “frutteti su misura”, come quando dal sarto si chiede un abito adatto alle diverse
esigenze di chi lo indosserà.

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